Donata alla Cattedrale di Arezzo la riproduzione tattile dell’affresco “La Maddalena”
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Il 12 dicembre 2025, presso la Cattedrale di Arezzo, Sala di Giustizia Palazzo Vescovile, alle ore 10.00, si è tenuta una significativa cerimonia di donazione di una riproduzione tattile dell’affresco “la Maddalena” di Piero della Francesca, dedicata ai minorati della vista. Questa iniziativa costituisce un passo importante verso l’inclusione e l’accessibilità nel campo delle opere d’arte, permettendo anche alle persone non vedenti di vivere e apprezzare la bellezza e il significato artistico delle opere attraverso il tatto. La riproduzione tattile della Maddalena, realizzata con materiali appositamente scelti per trasmettere dettagli e volumetrie, consente ai visitatori con disabilità visiva di esplorare la figura in modo diretto e coinvolgente. Questa iniziativa nasce dall’impegno congiunto del Lions Club Arezzo Host, della Curia, delle associazioni di supporto ai non vedenti, del Comune di Arezzo, nell’ottica di promuovere un’arte più democratica e accessibile a tutti. L’importanza di queste riproduzioni tattili risiede nel fatto che esse favoriscono una maggiore comprensione e un’esperienza più profonda delle opere d’arte, superando le barriere sensoriali e culturali. Inoltre, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’inclusione, stimolando un dialogo più aperto e rispettoso verso le diversità. Questa donazione rappresenta un esempio concreto di come la tecnologia e la creatività possano contribuire a rendere l’arte più inclusiva e accessibile, permettendo a ogni individuo di scoprire, sentire e vivere la bellezza senza barriere, soprattutto nella prioritaria convinzione che i service del lionismo nel settore del superamento della minorazione visiva, possano garantire una fruizione delle opere d’arte e delle nostre città in maniera davvero inclusiva.
La Maddalena di Piero della Francesca è stata a lungo considerata un’opera minore di Piero della Francesca. Oggi, custodita nella Cattedrale di Arezzo, è invece reputata come una delle più affascinanti figure femminili eseguite dal maestro biturgense. In posizione defilata e seminascosta lungo la parete sinistra del Duomo, accanto alla porta della sagrestia, la “Maddalena” di Piero della Francesca è uno dei motivi per cui gli amanti del rinascimento sanno che Arezzo è una tappa immancabile dei loro viaggi.Pensare che l’affresco eseguito tra il 1459 e il 1466, negli anni in cui il genio di Sansepolcro portava a compimento il ciclo della “Leggenda della Vera Croce” nella basilica di San Francesco, ha trovato la dovuta fortuna critica soltanto negli ultimi decenni. A lungo, infatti, è stata considerata un’opera minore di Piero.
Oggi la “Maddalena” è invece reputata come una delle più affascinanti figure femminili eseguite dal maestro biturgense, un “affresco perfetto” secondo Marine Bellanger, a cui la rivista Up Magazine Arezzo dedicò persino la copertina nell’uscita monografica su Piero della Francesca del 2019, diventata un numero ricercato dai collezionisti di tutta Italia.
Va detto che la collocazione non valorizzò fin da subito l’opera. A questo possiamo aggiungere che nel 1783 le venne addossato il grandioso “Cenotafio” eseguito nel 1330 dai senesi Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura per celebrare il defunto vescovo e signore della città Guido Tarlati, che in origine si trovava a destra dell’altare maggiore, nella cappella del Santissimo Sacramento. Il complesso marmoreo fu spostato nell’attuale posizione per volere del vescovo Niccolò Marcacci e c’è chi dice che se in quell’occasione l’affresco fosse stato staccato – ma chissà che danni avrebbero fatto a quei tempi – oggi il vicino Mudas – Museo Diocesano avrebbe la fila fuori per vederlo.Dato che con i “se” non si fa la storia, la “Maddalena” di Piero si trova ancora nel duomo aretino ed è, assieme al “Sigismondo Pandolfo Malatesta” nel Tempio Malatestiano di Rimini, l’unica sua opera nel mondo visibile al pubblico senza staccare un biglietto. Anche questo è un primato.
L’opera del duomo di Arezzo si presenta ai visitatori in buone condizioni di salute. Il primo restauro della “Maddalena” di Piero fu eseguito nella prima parte del Novecento. Un altro intervento venne effettuato da Leonetto Tintori degli anni Sessanta del secolo scorso. L’ultimo recupero importante è del 1994, condotto da Guido Botticelli sotto la direzione tecnica di Stefano Casciu, attuale direttore del Polo Museale della Toscana, che fu indispensabile per fermare il degrado allora in corso e supportato dal Lions Club Arezzo Host.
Di fronte al magnetismo che trasmette l’opera non si può rimanere indifferenti. Come scriveva la compianta soprintendente di Arezzo Anna Maria Maetzke, una per cui Piero della Francesca fu quasi una ragione di vita, essa “non ha confronti con le altre figure di donna di tutta la sua carriera”.
La santa è collocata in piedi, all’interno di un arco a tutto sesto dipinto con decorazioni e fregi formati da eleganti palmette e altri elementi. Il pittore dà profondità alla nicchia giocando mirabilmente con le colonne, i capitelli e l’arcata. Sullo sfondo il cielo azzurro è quasi perso perché eseguito con la tecnica a secco, così come l’aureola dorata. La “Maddalena” è giunonica nelle forme, straordinaria per il realismo quasi fiammingo e la naturalezza dei capelli sciolti che le coprono le spalle. Sono gli stessi che, secondo la tradizione, la donna usò per asciugare i piedi di Gesù dopo averli cosparsi con l’unguento contenuto nel vaso di vetro della mano sinistra, altro simbolo iconografico tipico del personaggio, di cui l’artista accentua la resa tridimensionale e la lucentezza. Una diversa lettura fa riferire il recipiente a quello degli oli aromatici con cui venne unto il corpo di Cristo nel sepolcro. Il volto leggermente girato è umanissimo per le guance appena arrossate, le labbra carnose e il collo valorizzato dalla luce che lo colpisce da sinistra. La santa ha uno sguardo dolce e pensieroso, profondo ed espressivo, certamente meno ieratico di tutte le altre figure femminili pierfrancescane. Tutta l’opera è risaltata dal verde della veste e dal binomio bianco-rosso del mantello. Le pieghe e i drappeggi delle stoffe danno un volume magistrale. Con un movimento sicuro la donna tiene con la mano destra un lembo del manto rosso foderato di bianco, mentre il piede destro affiora leggermente in basso. La lieve torsione del corpo in direzione opposta al viso toglie infine gli ultimi residui di staticità alla scena.
Il progetto di riqualificazione che vuole identificare l’impegno del nostro Club Lions nel ricordo del compianto Ing. Luigi Lucherini che, come detto, nell’ultimo intervento di recupero del 1994 era Presidente del nostro Club, intende soffermare l’attenzione sull’opportunità di riprodurre tattilmente l’affresco al fine di consentirne la fruizione anche a soggetti minorati della vista, finalizzando l’intervento ad un’attenzione sulle problematiche di ciechi e ipovedenti nell’accesso all’arte. Intendiamo intervenire con personale specializzato e tecnologie all’avanguardia in una riproduzione spessorizzata di dimensioni apticamente utilizzabili e ciò al fine di consentirne la conoscenza.
Il nostro obiettivo è anche quello di implementare un QR Code o tecnologia similare finalizzata ad una semplice fruizione sia descrittiva che storica dell’affresco di Piero della Francesca.
Quindi l’intervento dovrebbe risultare su 3 livelli:
- Fattibilità e riproduzione dell’opera su un supporto adeguato e tattilmente fruibile;
- Implementazione dello stesso di un QR Code (o tecnologia similare) che ne consenta l’audiodescrizione, semplicemente inquadrando con uno smartphone il QR Code;
- Continuare gli interventi di recupero e valorizzazione delle opere della struttura della nostra Cattedrale che, recentemente e per intervento diretto del nostro Club, è stata riqualificata dotandosi di un’illuminazione che ne rileva il profilo nello skyline della Città.


